mercoledì 9 dicembre 2009

Arte e Storia: itinerario 1 - Le origini

Partiamo oggi con il primo itinerario storico che vi suggerisco.
Sono in tutto 85 km da percorrere nella parte più antica del Montefeltro e si fa in una giornata con l'auto.
Ecco la cartina:


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Dal  Bosco degli Elfi si va verso Mercatino Conca. Si percorre una bellissima strada panoramica con a destra Rimini e Riccione, davanti San Marino e a sinistra il Sasso Simone e il Simoncello, il Monte Carpegna e all'infinito il susseguirsi di colli tra Toscana e Umbria.
Da Mercatino si prosegue per Monte Cerignone e Pietrarubbia.
Prima tappa Pietrarubbia - Qui ci si ferma e si visita il paese, la Rocca e le sculture del T.A.M. il centro del Trattamento Artistico dei Metalli voluto nel 1990 dal Comune e dallo scultore Arnaldo Pomodoro.
Seconda tappa: Carpegna - ci addentriamo nell'antica patria dei conti di Montefeltro. Da qui infatti si staccarono diversi rami della famiglia Carpegna che si stabilirono intorno al 1000-1100 nei castelli circostanti. Uno di questi andò a Monte Feltrano (San Leo) da cui i Montefeltro, prima Conti e poi Duchi con Federico III, signori di Urbino. Sono da visitare le sue strade e i suoi panorami, ma anche lo splendido Palazzo Carpegna, con annesso museo.
Terza tappa: Pennabilli - Ci si ferma per una veloce visita nel paese che vide i natali di Malatesta da Verrucchio, il capostipite della famiglia della Signoria di Rimini. Anticamente Pennabilli era costituito da due castelli, quello della famiglia Penna e quello della famiglia Billi. Intorno al 1300 le due casate si uniscono in un solo agglomerato sotto l'aquila feltresca. Sono visibili i ruderi del Castello Billi e il borgo è piacevole e suggestivo. Non dimenticate di visitare anche il Giardino dei Pensieri nel Borgo di Penna e l'Orto dei Frutti Dimenticati fondato da Tonino Guerra (il poeta amico di Federico Fellini) che raccoglie gli alberi da frutto non più coltivati e che vanno scomparendo, ma recuperati da vecchi contadini del luogo.

E a proposito di frutta, è arrivata l'ora di pranzo. Vi propongo di arrivare a
Quarta tappa: Talamello - dove insieme a varie specialità locali potete trovare il vero "pecorino di fossa". Si tratta di un formaggio che viene avvolto in fasce oppure con foglie di noce e lasciato stagionare in grotte scavate nel tufo. Provatelo sui primi piatti con pasta fatta in casa oppure da solo a pezzetti con qualche goccia di miele d'acacia o castagno.
Quinta tappa: San Leo - ed eccoci arrivati alla culla del Montefeltro, esattamente a Mons Feretri, da cui prese il nome la famiglia ducale di Urbino. Visitate la Rocca e la prigione di Cagliostro, il Duomo e la Pieve. Arrivando dal basso e dal lato dello strapiombo, guardando il castello da quella parete verticale provate a ripensare al 1441 quando il giovane Federico da Montefeltro, non ancora né conte né duca, ma capitano dell'esercito, la scalò in una notte prendendo di sorpresa gli abitanti conquistandola. 
È arrivata l'ora di tornare al Bosco degli Elfi, quindi si prosegue verso Monte Grimano e poi Mercatino Conca di nuovo. Sulla strada verso Pian di Castello, invece di scendere per Ripa Massana, verso il B&B, proseguite fino all'Osteria di Mirecul e godetevi una ricca cena di specialità casalinghe in un ambiente rustico curioso. Appesi al soffitto vedrete gli oggetti quotidiani dei nostri avi di campagna, e appesi alle pareti quadretti, foto, ricordi che partono da inizio secolo fino ai nostri giorni.
Prima di tornare, dopo cena, non dimenticate di passare a salutare Bruno, l'asino.

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