venerdì 11 dicembre 2009

Arte e Storia: itinerario 2 - Montefeltro e Della Rovere

Vi presento il secondo itinerario che ho dedicato alle famiglie dei Montefeltro e Della Rovere.
Si tratta di percorrere in auto circa 106 km e si inoltra nelle terre che videro la Signoria del Duca Federico e dei suoi successori, fino all'ultimo duca, Francesco Maria II della Rovere.
Se dedicherete un altro giorno alla sola Urbino, in estate è possibile fare tutto il percorso in un solo giorno, essendo le giornate più lunghe, in inverno lo si può dividere in due parti e dedicargli quindi due giorni.
Ecco il percorso in cartina:

Visualizzazione ingrandita della mappa
Partiti dal Bosco degli Elfi ci si dirige a Urbino. Come ho scritto prima, la città merita una giornata tutta per sé, quindi direi di proseguire fino a Fermignano.
Prima tappa: Fermignano - Paese adagiato sul fiume Metauro, vanta antichissime origini data la sua ottima posizione. Da visitare la torre medievale con il ponte romano, il lavatoio del XIX secolo e il corso. Non mancate di passare sotto le finestre dell'antica cartiera. Fu probabilmente installata dai Fabrianesi e fin dal 1300 produsse carta di finissima qualità per circa 500 anni.
Seconda tappa: Acqualagna - È un piccolo paese, famoso ormai nel mondo per il tartufo bianco pregiato. Passeggiare nelle sue vie significa viaggiare nel gusto: negozi e negozietti con ogni tipo di carne e insaccati di lavorazione artigianale, in autunno traboccano di castagne, porcini e tartufi. Poco lontano andate a visitare il santuario del Pelingo. È un luogo di pace e di silenzio, famoso per le grazie ottenute dai fedeli.
Terza tappa: Gola del Furlo - Il fiume Candigliano ha spaccato una montagna in due, creando una gola imponente e suggestiva. Lungo la strada fermatevi sotto le due gallerie scavate dagli antichi romani e scoprirete di percorrere l'antica Via Flaminia. Per gli amanti della natura in tutte le sue forme, questo è un vero paradiso di bellezza e biodiversità. Fermatevi a visitare la centrale idroelettrica a cielo aperto e prendete un aperitivo al Bar del Furlo. Qui fatevi raccontare di quando Mussolini ci si fermava per i suoi incontri amorosi, e quando alla caduta del Fascismo, gli abitanti ruppero il "naso" al ritratto scolpito sulla vetta del Paganuccio. Belle foto d'epoca sono esposte in una teca.
All'ora di pranzo vi consiglio il Ristorante La Ginestra, raffinato ed elegante, proprio in mezzo alla gola con un'ampia terrazza all'aperto.
Quarta tappa: Urbania - Il nome Urbania gli fu dato nel 1636 in onore di Urbano VIII. Prima di quest'epoca, al tempo dei duchi Montefeltro e Della Rovere si chiamava Casteldurante. Non solo fu uno dei castelli più importanti dell'Urbinate, ma anche l'ultima residenza del Duca Francesco Maria II Della Rovere che qui si ritirò prima di morire, dopo di che divenne parte delle terre dello Stato Pontificio. Sono da visitare il bellissimo Palazzo Ducale con l'antica biblioteca, le preziose ceramiche durantine e le bellissime incisioni. Poi si può visitare il Teatro Bramante e per i meno impressionabili, la cripta delle mummie: una curiosa composizione naturale di terreno e muffe ha mummificato i corpi di alcuni abitanti sepolti nei secoli scorsi, preservandone le fattezze nei minimi particolari come la pelle, i capelli e anche gli organi interni. Bellissimo anche tutto il borgo intorno al castello dentro le mura, che conserva ancora l'antica disposizione di strade e vicoli, con portici, piazzette e vecchi negozi. Appena fuori Urbania, a meno di un chilometro fermatevi al Barco Ducale, il casino di caccia dei duchi che ospitò anche Torquato Tasso e che i signori e i nobili ospiti del duca solevano raggiungere via fiume sulle barche dal Palazzo Ducale.
Quinta tappa: Sassocorvaro - Visitate la bellissima Rocca al centro del paese che nei terribili anni tra il 1940 e il 1945, mentre infuriava la seconda guerra mondiale, fu eletta custode di opere d'arte provenienti da molti musei italiani insieme al Palazzo Carpegna (vedi itinerario 1). La sua posizione e la sua solida e imponente struttura furono giudicate ottime per difendere preziosi tesori artistici come Tintoretto, Raffaello e Piero della Francesca. Il piccolo borgo è delizioso e si stringe tutt'intorno alla sua Rocca.
Sulla strada del ritorno andate verso Auditore e fermatevi a cenare alla Locanda dei Sette Nani, famosa per le rane fritte e in guazzetto, ma anche per l'ottima pizza e la cucina casalinga.
Dopo cena, se la stagione lo permette, godetevi il cielo stellato in una zona libera da inquinamento luminoso per cui sono ben visibili, secondo il periodo dell'anno, le costellazioni estive, la Lira, l'Aquila, il Cigno e il Delfino che solcano la Via Lattea, e in inverno Orione con la sua cintura al centro della volta stellata.

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