sabato 12 dicembre 2009

Arte e Storia: itinerario 3 - i Malatesta

Siamo al terzo itinerario tutto dedicato alla famiglia Malatesta.
È lungo 106 chilometri e, come per l'itinerario 2, dedicando una giornata a San Marino e un'altra a Rimini, è possibile attraversarle e soffermarsi nei borghi e castelli vicini nell'arco di una sola giornata.
Ma vediamo la cartina:

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Dal Bosco degli Elfi si scende per Mercatino Conca e si risale per San Marino attraversando il Castello di Fiorentino. Superando la verde repubblica, gustandosi lo splendido panorama dal Monte Titano, si procede verso la nostra prima tappa.
Prima tappa: Verucchio - Un castello possente, in posizione dominante e una perfetta costruzione difensiva, con vari cerchi di mura che lo rendevano quasi inespugnabile. La Rocca è interamente visitabile e per quasi tutto l'anno è sede di mostre interessanti come quella delle armi antiche. Qui arrivò intorno alla metà del 1200 Malatesta da Verucchio, il Mastin Vecchio nominato da Dante nella Divina Commedia e da qui iniziò la grande ascesa della famiglia che culminò con la Signoria di Sigismondo Malatesta a Rimini.
Seconda tappa: Torriana - L'antica Castrum Scortigatae (La Scorticata) ebbe l'attuale nome solo nel 1938. Deve la sua importanza alla posizione sul Marecchia, il fiume che percorre il Montefeltro fino a Rimini. Visitate quel che resta della Rocca, in cui la leggenda vuole sia stato ucciso Gianciotto Malatesta, e poi la Torre Quadrata, cui il borgo deve il nuovo nome. Le fanno da cornice il monte Scorticata e il Castello di Montebello della famiglia dei conti di Bagno. Il castello di Torriana è anche noto per la leggenda di Azzurrina, la figlioletta del comandante del maniero, misteriosamente scomparsa in un cunicolo nel 1375. La leggenda vuole che ogni notte del 21 giugno di ogni anno che finisce con lo zero o con il cinque, si possono udire le sue grida infantili e vedere i suoi occhi blu nella sua stanza.
Terza tappa: Poggio Berni - Domina le due valli dell'Uso e del Marecchia e per la sua importanza fu ben fortificata dai Malatesta. Andate a vedere il potente Palazzo Marcosanti che si staglia solitario su un colle, e poi Molino Moroni con l'antica sala macine e l'esposizione sui mulini in Valmarecchia e il Parco della Cava a testimonianza dell'importante giacimento fossilifero del fiume Marecchia.
Lasciamo Poggio Berni e continuiamo lungo il corso del Marecchia.
Quarta tappa: Santarcangelo di Romagna - Antichissima cittadina risalente all'epoca in cui i primi cristiani si rifugiarono nelle sue grotte di tufo, è stata sotto molte e diverse dominazioni. Su tutte, quella dei Malatesta, ma anche i Montefeltro, gli Sforza, i Veneziani e la Chiesa. E di tutti ne porta le vestigia. Si possono visitare le antiche grotte, uniche nella loro struttura e architettura, con la collegiata annessa; la casa e l'Arco Trionfale in onore di Papa Clemente XIV, il santarcangiolese Giovanni Vincenzo Antonio Ganganelli eletto Papa nel 1769, che vi accoglie al vostro ingresso al paese vecchio; i mulini e il museo Storico Archeologico.
Fermatevi a pranzare tra i vicoli di questo splendido paese considerato la capitale del dialetto romagnolo, ne assaggerete quindi anche la cucina tipica.
Dirigiamoci verso Rimini e prendiamo il lungomare, riservando al capoluogo un giorno intero solo per lui e proseguiamo verso Riccione.
Quinta tappa: Riccione - Molto ci sarebbe da vedere e da fare a Riccione, ma in questo itinerario ci limiteremo alle tracce storiche e artistiche della "Perla dell'Adriatico". Vi consiglio subito il Castello degli Agolanti, su uno dei colli sopra Riccione, l'antica famiglia pistoiese che intorno al 1200 si stabilì qui, vassalla e sotto la protezione dei Malatesta. Merita una visita anche il Museo del Territorio per un lungo viaggio dalla formazione della Terra ai resti paleolitici fino agli inizi delle prime civiltà. E infine il Museo di Arte Moderna nello splendido Palazzo Franceschi.
Lasciamo la costa e dirigiamoci verso l'interno, in collina.
Sesta tappa: Coriano - È un paese circondato da ulivi e colture, data la sua ottima posizione su una collina rivolta verso il mare. L'olio corianese è uno dei migliori della Romagna. Purtroppo non rimane molto dell'antico paese medievale, a parte l'arco di ingresso al castello, perché venne quasi completamente distrutta durante un bombardamento nella II Guerra Mondiale.
Settima tappa: Montescudo - ai tempi dell'Imperatore Augusto, serviva come stazione militare adibita al cambio dei cavalli per i corrieri che da Rimini (Ariminum) andavano a Roma. Era probabilmente il primo scambio di una scorciatoia per la via del Furlo. Ritenuto un castello d'importanza strategica sulla valle del Conca, vide il susseguirsi delle dominazioni dei Malatesta e dei Montefeltro, poi Venezia, la Chiesa e infine Napoleone Bonaparte che la trasformò e l'abbellì più o meno come oggi la vediamo. Visitate il borgo vecchio, la cinta muraria, i camminamenti e i passaggi segreti che dalla torre di vedetta lato mare portano alla rocca, il pozzo, la ripida scalinata ed il grande ed intatto braciere.
Scendendo sulla strada del ritorno al Bosco degli Elfi, regalatevi una terracotta a Santa Maria del Piano, dove ancora la si lavora in modo artigianale.
Ottava tappa: Albereto - Giunta la sera, fermatevi al Castello di Albereto. Se ci sarete d'estate, dai suoi spalti potrete ammirare un indimenticabile tramonto su tutta la valle del Conca e poi cenare al Ristorante del Castello, enoteca e cucina raffinata in un elegante ambiente con possenti pareti in pietra viva e romantici terrazzini sulla valle.
Il perfetto coronamento di un viaggio nel tempo nei possedimenti della famigerata famiglia Malatesta.

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