domenica 13 dicembre 2009

Arte e Storia: itinerario 4 - il girone Dantesco

Ed eccoci al quarto e ultimo itinerario che vi propongo.
Questa volta seguiremo Dante Alighieri nel suo vagare in esilio da Firenze, presso la corte dei Montefeltro.
Il percorso è lungo 76 km e si può fare in un solo giorno.
Ecco la cartina:

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Partendo dal Bosco degli Elfi si scende verso Morciano di Romagna. Attraversatela dirigendovi verso Cattolica.
Prima tappa: San Giovanni in Marignano - È un piccolo borgo, ma di grande importanza per i collegamenti tra zona costiera ed entroterra, oggi come anticamente. Era ed è un crocevia importante per lo sbocco sul mare, a pochi chilometri da Cattolica e Gabicce Mare. Merita una breve visita dal punto di vista storico, anche se ci fermeremo più a lungo quando vi proporrò itinerari del Gusto e degli Eventi, perché San Giovanni in Marignano ha un affollatissimo e interessante calendario di appuntamenti.
Seconda tappa: Gradara - Da San Giovanni, in direzione Pesaro, incontriamo quel piccolo gioiello di architettura che è il Castello di Gradara, diventato famoso in tutto il mondo per la romantica e tragica vicenda di Paolo e Francesca, immortalata da Dante nel V canto dell'Inferno. Visitate il castello e percorrete le mura di ronda, dove la vista spazia dal mare ai colli urbinati.
Potete poi pranzare in uno dei tanti ristoranti del vecchio borgo, oppure spingervi fino a Fiorenzuola di Focara.
Terza tappa: Fiorenzuola di Focara - Un piccolo borgo medievale a picco sul mare, conteso prima tra Veneziani e Stato Pontificio e poi tra i Malatesta di Rimini e quelli di Pesaro. La sua posizione le permette un controllo sul mare che spazia da Pesaro a Rimini, quindi un formidabile baluardo contro le invasioni barbariche e piratesche dal mare, oltre a punto di controllo dei movimenti mercantili via mare tra i maggiori porti romagnoli. Testimonianza di questa attività ce ne dà proprio Dante che descrive al canto XXVIII dell'Inferno un fatto navale avvenuto in quei tempi sul mare antistante. Il nome Focara era presente anche anticamente per i numerosi fuochi che di notte avvisavano i naviganti della presenza del massiccio del San Bartolo, guidandoli verso porti sicuri. Non tralasciate anche Casteldimezzo, il secondo castello del colle, anch'esso sul mare, famoso per la lavorazione artigianale delle terracotte. Poi riscendiamo verso la Statale 16.
Quarta tappa: Tavullia - Piccolo borgo con ancora le sue mura medievali, ma ora famoso in tutto il mondo per le vittorie di Valentino Rossi nel Moto GP. Se siete sportivi, potete visitare la sede del suo Fan Club lungo la strada che attraversa il paese.
Quinta tappa: Montegridolfo - È stato recentemente restaurato in ogni più piccolo particolare e offre al visitatore la possibilità di immergersi in un'atmosfera tipicamente medievale. Era un borgo sul confine tra i possedimenti dei Malatesta e dei Montefeltro e fu fortificato da Galeotto Malatesta, a scudo delle proprie terre. Fu oggetto di disputa anche all'interno della stessa casata Malatesta. Non si sa se il nome risalga alla famiglia Gridolfi che qui vi risiedette intorno al 1200, oppure se provenga dalla radice germanica della parola sterposo, rozzo. Anticamente si chiamava Monte Lauro per le tante piante di alloro che la circondavano. È un borgo tutto stretto dentro le mura, vi troverete bellissimi edifici come Palazzo Viviani e la torre di guardia sulla porta del paese, negozi caratteristici e, dalle mura un magnifico panorama.
Sesta tappa: Mondaino - Oggi ha l'aspetto di un borgo, ma in realtà è una Rocca con uno splendido panorama. È famosa per il Palio del Daino di cui parlerò negli itinerari delle Sagre e delle Feste. Sigismondo Malatesta fu il suo grande benefattore perché vi costruì ben 13 torrioni, le mura e altri sistemi difensivi. Visitate la Rocca Malatestiana con all'interno la Madonna del Latte di Bernardino Dolci e il Museo Paleontologico. Poi potete spostarvi sulle mura e addentrarvi nei camminamenti sotterranei, scavati nel tufo in periodo medievale, come via di fuga in caso di assedio. E poi Palazzi, Chiese e Santuari dentro e fuori i confini del borgo.
Settima tappa: Saludecio - A completare il sistema difensivo malatestiano sulla Valconca troviamo Saludecio. Il paese mantiene ancora la sua struttura urbanistica medievale e le monumentali porte d'accesso. Boccaccio ne parla in una novella del Decameron (III, 7) dove il protagonista della novella, Tedaldo degli Elisei, utilizza lo pseudonimo di Filippo da San Lodeccio. Federico da Montefeltro lo toglie a Sigismondo Malatesta nel 1462 per passare poi allo Stato Pontificio e sotto la terribile signoria di Valentino Cesare Borgia, figlio del Papa Alessandro VI. Sono da visitare il Museo di Arte Sacra di San Biagio che ha recuperato antiche pale d'altare e opere del Beato Amato e altri, la Torre Civica, Porta Montanara e Porta Marina, i numerosi Palazzi di importanti famiglie del Rinascimento, il Giardino dei Profumi con le tante varietà di piante aromatiche e i Murales che abbelliscono i muri delle vie interne. Parleremo ancora di Saludecio negli itinerari delle Sagre e delle Feste per il suo bellissimo e pittoresco Ottocento Festival.
Ottava tappa: Montefiore Conca - Imponente e medievale castello, anticamente "capitale" della Valle del Conca. Federico da Montefeltro la conquistò nel 1458 dopo quasi trecento anni di dominio malatestiano. Dalla cima del castello è visibile la costa da Pesaro a Rimini, San Marino e buona parte dell'entroterra: assolutamente da visitare. Il borgo è piacevole e suggestivo, con i suoi palazzi rinascimentali che videro i soggiorni di antiche e nobili famiglie, le case e i vicoli.
Fermatevi anche a cenare in uno dei tanti locali della piazzetta centrale o all'interno del castello: in tutti la cucina è raffinata, il servizio elegante e i prodotti e la loro lavorazione tipicamente del territorio.
Fuori le mura vale una visita il Santuario della Madonna di Bonora, uno dei più importanti della diocesi di Rimini.
Dopo cena fate una romantica passeggiata nel borgo, con la vista del castello illuminata sotto la luna.

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