mercoledì 25 novembre 2009

L'Arte con la A maiuscola a Rimini

Voglio segnalarvi un evento davvero eccezionale:
"Da Rembrandt a Gauguin a Picasso in mostra a Castel Sismondo
L'incanto della pittura. Capolavori dal Museum of Fine Arts di Boston"
iniziata il 10 ottobre scorso e che continuerà fino al 14 marzo del prossimo anno.
Il centro d’arte di Boston, uno tra i più grandi e più importanti al mondo, porterà in Italia innumerevoli capolavori che ripercorreranno quattro secoli di pittura: da Tintoretto a Veronese, da Rembrandt a Van Dyck, da Velasquez a El Greco, da Canaletto a Tiepolo, da Manet a Degas, da Monet a Cézanne, da Gauguin a Van Gogh, da Matisse a Picasso.
Contemporaneamente a Castel Sismondo si svolgerà anche la mostra d'arte contemporanea "Pittura d’Italia. Luoghi veri e dell’anima", un percorso all’interno dell'attuale pittura italiana, con artisti assai rappresentativi, in particolare sul tema del paesaggio.
A queste iniziative si affianca la mostra "Piero della Francesca e i tesori d’arte a Rimini", un itinerario inedito alla scoperta della Rimini della storia e dell’arte.


Inoltre il tutto avviene nella splendida cornice di Castel Sismondo, al centro di Rimini.
Al link del titolo della mostra trovate gli orari di apertura e tutte le informazioni necessarie.


Riccione, moda e divertimento

La scheda su Riccione è pronta.
Lavoro non difficile da finire, date le esigue vicende storiche della cittadina.
Si rifarà nel prossimo capitolo dedicato al divertimento e allo shopping.
Rimane comunque da visitare, più in estate che in inverno, anche se le sue spiagge acquistano un fascino particolare nelle fredde serate al chiarore della luna. Una bella occasione per una passeggiata romantica e per guardare le stelle.
Viale Ceccarini è la superstar delle attrazioni. Si tratta di un lungo viale diviso in due dalla ferrovia.
Sul lato "a monte" parte dall'Ospedale Ceccarini e, drittissimo, attraversa il "paese" cioè la parte non balneare e transitabile in auto.
Arrivati alla ferrovia si lascia la macchina e ci si inoltra nel sottopassaggio dei binari per sbucare in una delle zone pedonali più belle della Riviera.
Parlerò più diffusamente dei suoi negozi e della sua movida prossimamente.
Intanto andate a visitare il Castello degli Agolanti.
Una curiosità: tutte le strade di Riccione sono chiamate "Viale". Non troverete nessuna strada, per quanto piccola o nascosta, come "Via Tal dei Tali", ma solo "Viale" e "Piazza".

mercoledì 18 novembre 2009

Pesaro, la Riviera delle famiglie

Appena finita la scheda su Pesaro.
Il titolo è un po' provocatorio, anche se qualche decennio fa era addirittura soprannominata la Rimini dei poveri.
Perché? Per la sua vicinanza a Rimini e la sua somiglianza con il lungomare romagnolo.
Ma dei poveri. Sì, perché i Pesaresi non hanno mai sviluppato la vocazione turistica agli eccessi dei Riminesi, nel bene e nel male. E qui vorrei spezzare una lancia a favore dei Pesaresi.
Le divergenze di gestione turistica delle zone balneari tra la Regione Emilia Romagna e la Regione Marche sono abissali, o per lo meno lo sono state fino a pochissimi anni fa.
La provincia di Pesaro, pur avendo una mentalità imprenditoriale volta al turismo, se non altro per gli inevitabili influssi dei vicini Romagnoli, ha sempre seguito la politica di sviluppo della Regione Marche che per tre quarti ha radici artigianali, mercantili e agricole, non certo turistiche.
Anche storicamente la provincia di Pesaro e il suo capoluogo (che condivide con Urbino) hanno seguito vicende e sorti molto diverse da quelle delle province di Ancona, Macerata e Ascoli Piceno.
Infatti, la città di Pesaro e il ducato di Urbino passarono sotto il dominio papale molto più tardi rispetto ad Ancona, Macerata e Ascoli che erano già da secoli parti integranti dello Stato della Chiesa. Nelle "terre dello Stato Pontificio" la gestione della cosa pubblica era nelle mani di vicari del Papa, il più delle volte non erano nativi del territorio che amministravano e soprattutto erano fortemente burocratizzati poiché il potere vero era lontano da questi luoghi, del tutto centralizzato a Roma.
In questa situazione, e in mancanza di comunicazioni in tempo reale e di conoscenza diretta di tutte le varie realtà territoriali, molte delle leggi e delle normative che potevano andare bene nelle province laziali, erano inadeguate se non dannose nelle province adriatiche. Benefici se ne vedevano, nelle Marche, solo quando al soglio pontificio veniva eletto un anconetano o un ascolano, che conoscevano più l'entroterra marchigiano che laziale e quindi cambiavano le carte in tavola a favore dei propri concittadini.
Pesaro, invece fino alla seconda metà del XVII secolo, viveva ancora in una realtà molto più ridotta sia territorialmente che politicamente. E se questo era un dato di debolezza nel grande scacchiere italiano, era però una piccola "isola felice" nel piccolo dei rapporti umani e politici tra il popolo e il potere. Il "Signore", il duca nel caso di Pesaro, era raggiungibile, visibile e interpellabile facilmente (e anche laico rispetto al Papa) e le normative della convivenza civile erano promulgate e gestite in modo più efficace sul territorio e sulla popolazione (anche qui nel bene e nel male).
Fu un passaggio fortemente negativo e sofferto, quello dei Pesaresi verso lo Stato Pontificio, che di fatto riduceva il florido ducato in una "marca" di frontiera sfruttabile e spesso depredabile per la gloria di Roma. Per la popolazione il rapporto diretto con il potere si interruppe e questo impoverì di molto l'iniziativa e gli investimenti economici dei settori mercantili nella zona.
Pesaro quindi si concentrò verso l'entroterra (la città stessa non era sul mare) e nelle attività artigianali e di frontiera con i ducati e i principati del nord.
La zona balneare pesarese è stata fino agli anni ’30 dello scorso secolo una striscia di sabbia punteggiata di misere baracche di pescatori, senza un porto e senza transiti. La città dentro le mura divenne una zona residenziale di ricchi notai, mercanti e nobili che vi costruivano le loro ville per periodi di relativo riposo e isolamento. Solo nel secondo dopoguerra si scoprì la costa e il turismo balneare si attrezzò in senso moderno, al punto da far pensare che Pesaro sia una città di mare. Un importante primo passo lo fece il fascismo durante il ventennio destinando le zone costiere del pesarese a colonie estive per i poveri, costruendo grandi edifici in riva al mare. Ancora oggi è visitabile e molto bello nel suo genere il grande palazzo della "Gioventù Italiana", sede fino a pochissimo tempo fa dell'Istituto Alberghiero, sul lungomare al confine sud di Pesaro, procedendo sulla Statale verso Fano.
Tornando ai nostri giorni, ora Pesaro ha una sua identità turistica, valorizza nel mondo i suoi tesori artistici come il patrimonio musicale ereditato da Gioachino Rossini e il Palazzo Ducale che con la Rocca Costanza (ex carceri, ridisegnata dal Laurana per gli Sforza) e le antiche mura sono testimonianze malatestiane di notevole pregio.
Risale ai tempi papalini invece la tradizione delle maioliche del ’700, famose per la "Rosa di Pesaro" , un fiore ricorrente nelle decorazioni con un tono di rosso molto particolare e per la "Medusa" (1925) di Mengaroni, un tondo in ceramica del diametro di due metri e quaranta, ora a Palazzo Toschi-Mosca, sede dei Musei Civici.

domenica 15 novembre 2009

San Marino, antica Repubblica

Pronta la scheda sulla Repubblica di San Marino qui.
È considerata la più antica Repubblica del mondo. Anche solo dal punto di vista del paesaggio è un vero gioiello della natura.
Pare che il Titano, il monte su cui è costruita, sia "rotolato" dalle Dolomiti fino al Montefeltro in un'antica èra post glaciale, trascinato proprio dallo scioglimento dei ghiacciai.
Ora è uno Stato indipendente e sovrano, con un ordinamento democratico formato dai reggenti e una sua guardia nazionale.
In estate non perdetevi il "Cambio della Guardia" sulla piazza principale davanti al Palazzo Pubblico.
San Marino è anche una "piccola Svizzera" per i Riminesi e i Pesaresi, che qui hanno molti dei loro affari e dei loro commerci.
La gastronomia invece non è per niente elvetica, ma anzi tipicamente romagnola. E per quelli a cui piacciono i menu esotici, ci sono anche ottimi ristoranti orientali.
L'inverno è piuttosto freddo su alle Torri, può capitare di vederle imbiancate anche quando a valle non c'è traccia di neve.
Dalla strada che dal Bosco degli Elfi porta a Mercatino Conca, si possono vedere le Tre Torri stagliarsi verso il mare, inondate di sole, e a valle Rimini con il mare. Uno spettacolo tutto da fotografare.

sabato 14 novembre 2009

Rimini - Nuova scheda

Cresce la pagina delle località di Arte e Storia da visitare con la pagina di Rimini.
Qui troverete le notizie storiche e artistiche della città. Non ci saranno le mete del divertimento e delle vacanze balneari, che invece saranno presenti nelle schede (appena saranno pronte) rispettivamente di "Divertimento e Relax" e "Eventi e Fiere". Pazientate ancora un po'.
Intanto godetevi una città che, tra le spiagge sul mare e le discoteche in collina, porta con sé una lunga storia dalla preistoria a oggi.

Consiglio inoltre, a chi ha seguito la vicenda di Paolo e Francesca, di leggere le pagine del Comune di Rimini che riportano fonti storiche, documentate e non, a questo indirizzo: http://www.comune.rimini.it/servizi/citta/storia_di_rimini/-paolo_francesca/
A presto

venerdì 6 novembre 2009

Paolo e Francesca

Tutti i romantici del mondo conoscono la storia così come Dante ce l'ha raccontata e che la leggenda vuole si sia svolta in quel piccolo gioiello di architettura che è il castello di Gradara.
Purtroppo il "fattaccio" non si svolse lì, ma più probabilmente a Pesaro, in un periodo in cui i Malatesta governavano sulla città. Se ne va così la collocazione fiabesca.
Ma quel che è peggio si distrugge anche la romantica passione amorosa tra i due giovani.

La famiglia Malatesta è famosa nelle cronache avverse per due cose. La prima: la sua bruttezza, dovuta anche a vari problemi fisici, in questa generazione Malatestino era cieco da un occhio e Giovanni sciancato.
La seconda: la violenza; di loro si diceva che nessun Malatesta fosse morto nel proprio letto, ma ucciso in battaglia, in famiglia (parenti serpenti) e in strada, eccetto il primo, Malatesta da Verucchio che visse 100 anni (ne riparleremo su Verucchio).
Paolo era il minore dei quattro fratelli Malatesta, nella seconda metà del 1200: Malatestino "dall'Occhio", Giovanni "Gianciotto lo Zoppo", Pandolfo I e Paolo "il Bello".
Mentre Pandolfo I ereditò titolo e signoria, Malatestino e Giovanni ebbero terreni e castelli. A Paolo non rimase altro che scegliere tra la carriera ecclesiastica o delle armi.
Ironia della sorte, Paolo era anche l'unico riuscito bene della famiglia, con i pezzi tutti al posto giusto e nelle giuste proporzioni. Ma non aveva l'animo dell'eroe e nemmeno del religioso, sviluppò quindi una certa furbizia scansafatiche, e tra una manovra e l'altra riuscì anche a sposarsi e ad avere un paio di figlioli facendosi mantenere ora da quello, ora da questo dei suoi ricchi fratelli.

In occasione del matrimonio del fratello Gianciotto con Francesca da Rimini, si diede da fare per arrivare alla giovanissima moglie per circuirla, eliminare il fratello ed ereditarne i beni.
Fu quindi la sete di denaro a spingere Paolo nelle stanze di Francesca; un uomo già sposato, con figli, squattrinato e opportunista e non il giovane puro e appassionato descritto da Dante.
Ma il fratello non era meno furbo di lui e fingendo una partenza per un viaggio, rientrò invece all'improvviso e uccise i due amanti sorpresi in flagrante.
L'unico personaggio, forse, davvero genuino di tutta la vicenda è la piccola Francesca. Sposata per motivi politici ed economici a un uomo molto più vecchio di lei, evidentemente sciancato e notoriamente violento, non ci meraviglia che possa aver ceduto con tanto trasporto e passione alle grazie e alle attenzioni del bel Paolo.

Ci rimane consolarci ripercorrendo le strade e le piazze di quel periodo, riportate ad antico splendore come il castello di Gradara e la Rocca Malatestiana di Rimini, la Rocca Costanza di Pesaro e il Castello di Verucchio.
Anche questi ultimi con il loro bagaglio di memorie sospese tra leggenda e Storia.

Urbino - nuova scheda e curiosità

È pronta la scheda su Urbino all'indirizzo http://www.boscodeglielfi.com/arte-urbino.html
Trovate le solite notizie sulla città, quelle diffuse solitamente tra i turisti.
E invece tante piccole (grandi storie) sono sconosciute ai molti, specialmente da quando la famiglia Malatesta ha reso pubblici, almeno per gli studiosi, gli archivi di famiglia.
Sì, perché la politica era la politica anche nel Rinascimento e per ascoltare un'altra campana bisogna leggere le cronache del "nemico".
Malatesta e Montefeltro sono stati nemici per generazioni e le vicende belliche o matrimoniali hanno continuamente spostato il confine tra i due ducati in questa striscia di terra che va dalla costa, tra Rimini e Pesaro, all'entroterra fin oltre San Marino.
Ma tornando alle due prestigiose famiglie, è leggendo ciò che i cronisti dei Malatesta raccontano del Duca Federico da Montefeltro che scopriamo "gossip" che cambiano un po' alcune leggende tramandate sull'Urbinate.
Per esempio, il famoso taglio sul naso visibilissimo nei ritratti del Duca. Secondo le cronache "avverse" non sarebbe la conseguenza di un'eroica battaglia, ma un errore di mira di un battitore di Federico durante la caccia: tutt'altro che eroico dunque.
Questo non toglie nulla naturalmente alla grandezza del personaggio, ma ce lo fa ricordare meglio rendendolo più umano.
Ma un'altra storia, più importante di questa perché evocata dal grande Dante Alighieri nell'Inferno, trova la sua collocazione storica e ridisegna i protagonisti: l'amore di Paolo e Francesca.
Ma questa merita un post tutto per sé.

Benvenuti

Un benvenuto a tutti!
Da oggi iniziamo insieme a esplorare il Montefeltro, la sua cultura, la sua Storia e il suo territorio.

Questo blog è indirizzato a tutti gli amanti della natura e degli animali e anche a Pro-loco, Comuni ed Enti che vogliono segnalare iniziative, calendari e bellezze del Montefeltro.

È uno spazio per gli ospiti del Bed and Breakfast "il Bosco degli Elfi" dove possono riportare impressioni e suggerimenti sul loro soggiorno.

Tutti possono rispondere ai post e lasciare il loro commento: è sufficiente iscriversi gratuitamente al blog per iniziare questa avventura insieme.

A presto.